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Le 5 donne che stanno cambiando il mondo con la loro creatività

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Invece di andare dal fioraio abbiamo deciso di festeggiare il nostro 8 Marzo raccontando la storia delle donne che stanno dando un contributo incredibile al mondo della creatività. I loro lavori ci ispirano ogni giorno e ci fanno guardare al futuro con un occhio diverso.

Bene ma non benissimo.

È giusto però fare una piccola premessa. I modelli culturali sono difficili da scardinare perché si cibano della pigrizia umana. Cambiare richiede tempo e sforzo, due cose che non è possibile ordinare su Glovo. L’atrofia culturale di cui stiamo parlando si esplicita in tutti i campi della nostra vita, dalla politica alla società, passando per l’economia. A dirlo è l’ultimo Global Gender Gap 2020. I numeri del report lasciano pochi dubbi: la narrazione della giustizia di genere di cui ci riempiamo la bocca non corrisponde sempre alla realtà.

Un bel disegno ci salverà.

Nonostante ciò il mondo della creatività rimane uno dei laboratori di emancipazione più interessanti, da cui nascono e si diffondono storie di lotta e passione che ispirano orde di giovani sognatori in tutto il mondo. Questa breve lista di superdonne è per loro.

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Giorgia Lupi
Information Designer & Data Humanist

Lo ammettiamo: negli ultimi tempi Giorgia Lupi è uno dei nostri più grandi crush. Il suo curriculum è una serie di “sì vabbè” impressionanti. Giorgia è Partner in Pentagram New York, nonché la più grande esperta al mondo di design dell’informazione. Ha Ted Talks da milioni di visualizzazioni, un libro interattivo in uscita che è già una mezza Bibbia e i suoi lavori vengono presentati un po’ ovunque, dal MoMA alle università. Fast Company l’ha inserita tra le 100 persone più creative al mondo e la ragione è semplice: è riuscita nel titanico intento di rendere bella e interessante la cosa più pallosa al mondo, ovvero i dati. Giorgia non si limita a mescolare tecnologia, design e approccio umanistico, ma trasforma i dati numerici in strumenti per raccontare storie, in cui l’analisi matematica di fenomeni giganti fa breccia nel nostro sentire quotidiano. Davanti alle sue creazioni siamo al limite dell’avanguardia.

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Louise Fili
Graphic Designer & Typo-queen

Quando pensiamo a Louise Fili la immaginiamo accucciata in un carillon di fine ‘800 mentre con precisione chirurgica inizia una design exploration sulla lettera G. Ma quando termina l’effetto lisergico dei suoi lavori, Louise Fili si presenta per ciò che è, una donna forte. Esteta della typography, Louise Fili è italo-americana e non solo per una questione di DNA. Nelle sue grafiche l’intero patrimonio artistico italiano incontra la società del consumo per dare vita ad un immaginario nuovo ed elegante. Lo troviamo nei libri, nelle insegne da strada e nel packaging dei prodotti più disparati. È l’arte che va al supermercato, che come una fatina guarisce tutto ciò che è rozzo.

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Annie Atkins
Props designer for filmmaking

Quel mito di Jeff Goldblum dice che Annie Atkins “fa sembrare l’irreale iper-reale e il reale estremamente più vivo”. E chi siamo noi per contraddire il Dott. Malcom? Annie Atkins si occupa di props design per il mondo del cinema. In altre parole, c’è lei dietro il 90% dei dettagli maniacali presenti nei film di Wes Anderson che però solo il 2% del pubblico mondiale nota. È lei la prima a dirlo: il lavoro del props designer è eccitante e frustrante allo stesso tempo. Il suo apporto è essenziale alla wesanderizzazione della pellicola, ma il dubbio rimane: qualcuno avrà notato quel ticket in mano a quel signore sullo sfondo nella scena dell’inseguimento? Noi sì, Annie. Noi si.

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Jessica Walsh
Designer & Activist

Molto probabilmente in questo momento Jessica Walsh sta facendo manspreading davanti ad un ultra conservatore solo per farlo innervosire. E a noi piace per questo, per il suo modo di coniugare attivismo e branding, vendita e provocazione. In questo periodo storico in cui l’estremismo è il new normal, Jessica Walsh sembra rifilarci uno schiaffo in faccia ad ogni sua proposta visiva. Non a caso ha immaginato e fondato una realtà come Ladies, Wine & Design, una gilda di amazzoni iper inclusiva in cui l’identità di genere volutamente anarchica è parte integrante dell’offerta commerciale. Dove finisce il creatore e dove inizia la creazione? Rispondere è pressoché impossibile.

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Olimpia Zagnoli
Illustrator & Artist

OZ non ha bisogno di presentazioni ma a noi non ce ne frega molto. Illustratrici come lei hanno trasceso da un bel pezzo la dimensione del mestiere per accedere a quella dell’arte. È interessante assistere alla maturazione progressiva del suo stile unico semplicemente scrollando il suo feed di Instagram, dal post più vecchio a quello più recente. Le opere di OZ, dai lavori editoriali alle collaborazioni con i brand internazionali, riempiono lo sguardo di colore e positività. E questo candore combacia perfettamente con l’immagine di lei, con i ricci, la maglietta a righe e gli occhiali rotondi. Ci viene il dubbio che la sua non sia una rappresentazione della realtà ma ciò che veramente vede quando guarda il mondo.

Il segreto è “fare come”.

La nostra lista finisce qui anche se potrebbe andare avanti all’infinito. Leggendo le biografie di queste donne straordinarie abbiamo scoperto un particolare in comune che le fa sembrare sorelle: tutte citano la famiglia come sorgente delle loro deflagrazioni artistiche. I modelli culturali malsani si scardinano anche così. Educando e costruendo esempi. Perché saremo anche andati sulla Luna ma nel nostro piccolo rimaniamo animali che imitano.

Buon 8 Marzo a tutt*!