28 Oct Le allucinazioni di Jake Fried sono migliori delle vostre.

Immaginate di dover seguire il vostro flusso di coscienza seduti davanti ad uno schermo, come fosse un film. Il risultato sarebbe più o meno un’opera di Jake Fried, Boston, classe 1984, che da un po’ di anni ormai si diverte a costruire labirinti visivi in cui è facile perdersi.
In una recente intervista Fried spiega come la modalità di realizzazione delle sue opere sia un semplice divenire, in cui niente è prestabilito. Tutto comincia con pochi schizzi per poi seguire quello che per lui è l’arte: un processo di scoperta che porta un’intuizione a diventare tutt’altro. Altrimenti, dice Fried, lascio perdere e non comincio neanche.

Una foto pubblicata da Jake Fried (@jakejfried) in data:

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